Il percorso verso una transizione energetica partecipata compie un nuovo passo in avanti. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato un nuovo decreto dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), introducendo importanti novità per rendere più accessibili e flessibili gli incentivi previsti dal PNRR. Parallelamente, la conversione in legge del DL Bollette 19/2025 ha ulteriormente ampliato le opportunità per cittadini, imprese ed enti locali che vogliono investire in energia condivisa da fonti rinnovabili.
Più Comuni potranno accedere agli incentivi PNRR
Una delle principali novità del decreto è l’ampliamento della platea dei beneficiari: l’accesso agli incentivi PNRR viene esteso anche ai Comuni con una popolazione inferiore ai 50.000 abitanti. In questo modo, centinaia di nuove amministrazioni comunali potranno ora beneficiare delle agevolazioni per la realizzazione di impianti da fonte rinnovabile, accelerando lo sviluppo delle CER su scala locale.
Le principali novità introdotte dal decreto CER
Oltre all’estensione della misura, il decreto – che sarà trasmesso alla Corte dei Conti per le verifiche di competenza prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – prevede una serie di migliorie operative e incentivi concreti per favorire la realizzazione dei progetti:
Tutti i lavori dovranno essere completati entro giugno 2026, in linea con le scadenze previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
DL Bollette 2025: novità su soci CER e impianti già attivi
La recente conversione in legge del DL Bollette 19/2025 introduce due ulteriori importanti aggiornamenti per le CER:
1. Estensione della platea dei soci. Ora possono far parte di una comunità energetica:
Inoltre, è stato chiarito che questi membri possono esercitare poteri di controllo qualora si trovino nel territorio in cui sono situati gli impianti per la condivisione.
2. Accesso agli incentivi per impianti già in esercizio
Potranno beneficiare degli incentivi del Decreto CER anche gli impianti entrati in esercizio entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (24 gennaio 2024), anche se realizzati prima della costituzione formale della comunità energetica. È però necessario dimostrare, con apposita documentazione, che tali impianti siano stati realizzati con l’intento di essere integrati in una configurazione di condivisione. Le modalità di accesso saranno dettagliate con un aggiornamento delle Regole Operative del GSE.
Un’opportunità concreta per i territori
Grazie a questo aggiornamento normativo, le Comunità Energetiche diventano un’opportunità reale per i Comuni, le imprese e i cittadini che desiderano ridurre i costi energetici, contribuire alla decarbonizzazione e generare valore condiviso sul territorio.
La creazione di una CER permette infatti di produrre, condividere e autoconsumare energia da fonti rinnovabili, incentivando modelli partecipativi, sostenibili e resilienti.
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