La rivoluzione green parte dai Comuni, dal più piccolo al più grande nessuno escluso; ormai mettere in campo strategie di sviluppo sostenibile è alla base del sapere amministrare bene e con coscienza il proprio territorio, pensando al suo futuro.
Negli ultimi anni alcune iniziative hanno aiutato le Pubbliche Amministrazioni a finanziare progetti di riqualificazione energetica ed efficientamento degli edifici per ridurre al minimo l’impatto ambientale con una sostanziale riduzione della CO2 e abbattendo i consumi energetici con un notevole risparmio.
Ma questo ora non basta più.
Il rincaro dell’energia è diventato insostenibile per i Comuni, che quest’anno vedranno aumenti anche di oltre il 50%, che pesano sui bilanci e che preoccupano gli amministratori.
Le Amministrazioni Comunali devono trovare il modo di creare benefici ambientali per preservare il proprio territorio e contemporaneamente creare benefici economici e sociali per continuare a fornire servizi ai propri cittadini.
Le CER – Comunità Energetiche Rinnovabili- arrivano in un momento di estrema difficoltà. Vediamo di cosa si tratta.
Cosa sono le CER
Le CER - Comunità Energetiche Rinnovabili - sono associazioni tra enti locali, cittadini, enti religiosi, del terzo settore, attività commerciali, o imprese che si alleano per dotarsi di impianti destinati a produrre energia da fonti rinnovabili, finalizzata al consumo immediato o allo stoccaggio in sistemi di accumulo.
L’obiettivo è promuovere l’autonomia e indipendenza energetica dei territori, grazie alla produzione e autoconsumo in loco e fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi membri.
Soprattutto nei piccoli borghi, dove è molto forte il senso di comunità, le Comunità energetiche sono destinate ad essere vincenti, con la nascita di progetti partecipativi ed impianti condivisi per la produzione di energia da fonti rinnovabili redistribuita poi a tutte le utenze iscritte.
Come funziona una comunità energetica
In una comunità energetica i consumatori assumono un ruolo attivo nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
Per creare una comunità energetica ci sono degli step da compiere: come prima cosa bisogna creare una nuova entità legale (associazione o cooperativa) tra i diversi soggetti della comunità.
Dopo di che è necessario trovare un’area vicina dove installare l’impianto di produzione dell’energia, come ad esempio un impianto fotovoltaico. Una volta messo in funzione l’impianto la comunità energetica può fare richiesta al GSE per ottenere gli incentivi previsti.
Ogni membro della comunità continuerà a pagare la bolletta al proprio fornitore ma riceverà un contributo per calmierare i costi.
Vantaggi per un ente pubblico
I benefici di una comunità energetica sono molteplici, vediamoli insieme.
Come realizzarle
Il PNRR ancora una volta ci viene in aiuto nel difficile compito di adottare politiche sostenibili.
Infatti, nella Missione 2 –C2.1 sono stati stanziati oltre 2 miliardi di euro per la creazione delle Comunità energetiche rinnovabili.
Non farti trovare impreparato.
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