La transizione energetica non è più una prospettiva futura, ma una necessità immediata per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. In questo contesto, il Conto Termico 3.0, approvato in Conferenza Unificata il 5 agosto 2025, si afferma come uno degli strumenti più strategici per sostenere interventi di efficienza energetica e incentivare la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi.
Rispetto al precedente Conto Termico 2.0 (DM 16 febbraio 2016), la nuova versione introduce cambiamenti significativi. Non si limita infatti ad aggiornare i massimali di spesa e le tipologie di intervento, ma amplia la platea dei beneficiari, introduce misure di semplificazione e apre con decisione anche alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e ai sistemi di autoconsumo collettivo.
Queste novità rafforzano il carattere inclusivo e competitivo del meccanismo, trasformandolo in un vero volano per lo sviluppo dei territori. L’ampliamento delle tipologie di intervento ammissibili e l’aggiornamento dei massimali di spesa rendono il Conto Termico 3.0 uno strumento più vicino alle esigenze concrete di cittadini, imprese e amministrazioni locali, capace di accelerare la transizione energetica e generare benefici diffusi.
Chi sono i beneficiari del Conto Termico 3.0?
Con una dotazione annuale di 900 milioni di euro, il Conto Termico 3.0 si conferma uno strumento strategico per accelerare la transizione energetica. Il meccanismo non solo sostiene famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni nel percorso verso la neutralità climatica, ma contribuisce anche a stimolare l’economia locale e a rafforzare il ruolo delle comunità nella transizione ecologica.
Il nuovo decreto individua tre macro-categorie di beneficiari, ampliando così la platea rispetto al precedente Conto Termico 2.0:
1. Pubbliche Amministrazioni
Tra i principali beneficiari del Conto Termico 3.0 rientrano Ministeri, Regioni, Province, Comuni, scuole, ospedali, università, RSA ed enti territoriali. Una particolare attenzione è rivolta ai piccoli Comuni con meno di 15.000 abitanti, che possono ottenere incentivi fino al 100% delle spese ammissibili, abbattendo così ogni ostacolo economico agli interventi di riqualificazione.
Gli investimenti finanziabili per la Pubblica Amministrazione includono:
Grazie a questa misura, scuole, ospedali e altre strutture pubbliche strategiche possono essere modernizzate e rese più efficienti senza pesare sui bilanci comunali. In questo modo, la Pubblica Amministrazione non solo riduce i costi energetici e migliora la qualità dei servizi offerti ai cittadini, ma diventa un vero e proprio esempio virtuoso di transizione energetica, capace di stimolare il settore privato e rafforzare lo sviluppo sostenibile dei territori.
2. Privati del settore terziario
Una delle principali novità del Conto Termico 3.0 è l’apertura al comparto terziario privato. Imprese, società, cooperative, associazioni ed enti religiosi con edifici non residenziali – come uffici, alberghi, strutture ricettive, negozi, centri sportivi e capannoni – possono oggi accedere agli incentivi.
Gli interventi finanziabili includono:
La copertura varia dal 40% al 65% delle spese sostenute, rendendo il meccanismo particolarmente competitivo per il settore produttivo e dei servizi.
3. Privati residenziali
Il Conto Termico 3.0 conferma la possibilità di accesso anche per famiglie, condomini, cooperative edilizie e società immobiliari. Sono incentivati interventi come:
Gli incentivi coprono dal 40% al 65% delle spese, con la possibilità di cumulare i contributi con altri strumenti nazionali o regionali.
Conto Termico 3.0 e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Una novità di grande rilievo è l’apertura del Conto Termico 3.0 alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e alle configurazioni di autoconsumo collettivo.
Le CER potranno richiedere incentivi per:
Grazie a questo meccanismo, le comunità locali potranno combinare gli incentivi del Conto Termico 3.0 con i contributi del GSE e i fondi PNRR, ottenendo un mix vincente per abbattere i costi iniziali, ridurre i rischi finanziari e accelerare la transizione verso l’energia pulita.
Per i piccoli Comuni, in particolare, la possibilità di creare CER con copertura fino al 100% delle spese diventa un’occasione unica per riqualificare il territorio, attivare nuove economie locali e rafforzare la coesione sociale. Un modello che trasforma le comunità in veri hub energetici locali, capaci di generare benefici ambientali, economici e sociali duraturi.
Conto Termico 3.0: uno strumento strategico per la transizione energetica
Il Conto Termico 3.0 rappresenta molto più di un aggiornamento normativo: segna un vero cambio di paradigma nella politica energetica italiana.
Le principali novità riguardano tre aspetti chiave:
Con una dotazione annua di 900 milioni di euro – di cui 400 milioni destinati alla Pubblica Amministrazione e 500 milioni ai privati – il Conto Termico 3.0 diventa uno strumento fondamentale per accelerare la transizione energetica del Paese.
L’obiettivo è quindi duplice: da un lato favorire interventi di efficienza energetica e la diffusione delle rinnovabili, dall’altro rendere accessibili investimenti innovativi a cittadini, imprese e PA. In questo modo il settore edilizio può diventare protagonista della lotta al cambiamento climatico, riducendo i consumi, abbattendo le emissioni e generando allo stesso tempo innovazione, occupazione e sviluppo per i territori.
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