Regione Lombardia ha approvato il “Bando per
l’assegnazione di contributi a enti pubblici per la realizzazione di interventi
di tutela e risanamento delle acque lacustri”, una misura pensata per
sostenere opere capaci di migliorare la biodiversità e la qualità
delle acque dei laghi. Il bando punta a favorire il raggiungimento degli
obiettivi ambientali del PTUA e si colloca nell’obiettivo strategico 5.3.4
del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile, dedicato al miglioramento e
alla tutela della qualità delle acque e all’uso ottimale delle risorse idriche.
La dotazione complessiva è pari a 3.170.000 euro.
Possono richiedere il contributo i soggetti pubblici
territorialmente interessati dai laghi oggetto del PTUA presenti nelle province
di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Mantova, Varese e Sondrio. In
particolare, il bando ammette: Province lombarde, Comuni lombardi
sia in forma singola sia associata, comprese Autorità di bacino lacuale,
Comunità montane, Unioni di Comuni e altri enti nati da forme
associative o aggregative conformi all’ordinamento; inoltre possono partecipare
la Città Metropolitana di Milano, gli enti gestori delle aree
protette e gli Uffici d’Ambito Territoriale Ottimale. Il bando
specifica anche una ripartizione minima territoriale delle risorse: almeno il 15%
ciascuno a Brescia, Como e Varese, almeno il 10% a Lecco e
almeno il 5% a Bergamo.
Gli interventi finanziabili devono perseguire il
miglioramento e la conservazione della biodiversità e della qualità delle acque
degli ambienti lacustri. Il bando individua tre gruppi di intervento, in ordine
di priorità.
Il bando precisa che ogni beneficiario può presentare un solo progetto per ciascuna delle tre categorie per ogni lago oggetto del PTUA. Sono finanziabili solo interventi da realizzare entro 1 km lineare dalle sponde lacustri, con effetti sulla tutela e sul miglioramento della biodiversità e della qualità delle acque, e possono essere ammessi soltanto lavori avviati dopo la sottoscrizione del modulo di accettazione del finanziamento. I progetti devono inoltre essere accompagnati da una lettera di sostegno della Provincia di riferimento.
Sul fronte delle spese ammissibili, sono riconosciute solo spese in conto capitale strettamente coerenti con il progetto:
Il bando esclude le spese diverse da quelle espressamente indicate. Le spese sono riconosciute solo se sostenute dopo l’accettazione del finanziamento; l’IVA è ammissibile solo quando resta effettivamente a carico del beneficiario e non è recuperabile; tutte le fatture devono riportare il CUP dell’intervento.
L’agevolazione è concessa come contributo a fondo perduto,
fino al 100% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 300.000
euro per singolo progetto. L’ultimo progetto finanziabile in graduatoria
può ricevere anche un contributo parziale, in base alle risorse residue
disponibili. La graduatoria resta aperta e potrà scorrere nei limiti delle
disponibilità di bilancio. Quanto alla dotazione, il bando dispone
complessivamente di 3.170.000 euro, così ripartiti: 1.170.000 euro
nel 2026, 1.000.000 euro nel 2027 e 1.000.000 euro nel 2028;
il bando specifica inoltre che 170.000 euro del 2026 sono risorse
dedicate esclusivamente a spese di investimento.
Le domande devono essere presentate online tramite il
sistema Bandi e Servizi:
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