Regione Lombardia ha pubblicato il Bando a favore dei Distretti del Commercio 2026, una misura che punta a sostenere la ripresa delle economie locali attraverso progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione commerciale e rafforzamento dell’attrattività dei territori. Il bando si inserisce nel quadro delle politiche regionali dedicate al commercio di prossimità e riconosce ai Distretti del Commercio un ruolo strategico: non solo come strumenti di coordinamento tra enti pubblici, imprese e associazioni, ma come veri e propri dispositivi di sviluppo territoriale.
L’obiettivo della misura è duplice. Da un lato, contrastare la desertificazione commerciale, sostenendo il piccolo commercio, il riuso degli spazi sfitti, la sicurezza urbana e la qualità dell’esperienza per cittadini e visitatori; dall’altro, premiare i Distretti più capaci di esprimere una visione progettuale strutturata, fondata su una strategia di medio periodo e su interventi coerenti e integrati. La dotazione finanziaria complessiva è particolarmente rilevante: 63 milioni di euro, di cui 60 milioni in conto capitale e 3 milioni di parte corrente.
Chi sono i beneficiari del bando
Il bando si rivolge:
- ai Distretti del Commercio iscritti all’Elenco dei Distretti del Commercio della Lombardia alla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale
- a Distretti che, entro la stessa data, abbiano presentato istanza di istituzione completa, purché questa vada a buon fine
I beneficiari diretti del contributo sono i Comuni, le Comunità Montane e le Unioni di Comuni aderenti a un Distretto riconosciuto, sia esso un Distretto Urbano del Commercio (DUC) sia un Distretto Diffuso di Rilevanza Intercomunale (DID).
Accanto ai beneficiari diretti, il bando individua anche beneficiari indiretti: si tratta delle micro, piccole e medie imprese, che potranno essere sostenute attraverso specifici bandi promossi dagli Enti locali con risorse proprie. Questo elemento è centrale nell’impostazione della misura, perché lega il finanziamento regionale a una capacità effettiva del Distretto di attivare ricadute concrete sul sistema economico locale.
Oltre a Comuni e Associazioni di categoria, possono inoltre essere coinvolti altri soggetti pubblici e privati, ma il ruolo di capofila deve essere necessariamente assunto da un Comune, una Comunità Montana o un’Unione di Comuni, che diventa l’interlocutore unico verso Regione Lombardia e il responsabile dell’attuazione e della rendicontazione del progetto.
Cosa finanzia il bando
Il bando finanzia progetti che possono interessare l’intero Distretto oppure una sua porzione specifica, purché siano fondati su una logica chiara e coerente. Il progetto deve partire da una analisi di contesto, individuare una strategia di sviluppo di medio periodo, definire una vocazione territoriale riconoscibile e tradursi in un programma integrato di attività e interventi. Regione Lombardia chiarisce infatti che non è sufficiente presentare un insieme di azioni scollegate: occorre una proposta organica, capace di collegare lettura del territorio, obiettivi, governance e investimenti.
Le tipologie di intervento ammissibili rientrano in quattro grandi ambiti:
- rigenerazione, riqualificazione e adeguamento del contesto urbano del Distretto;
- servizi comuni per imprese, utenti e visitatori, inclusi quelli per la sicurezza;
- attività di governance, analisi, assistenza e management di Distretto;
- animazione, promozione ed eventi.
Sono inoltre premiati i progetti interdistrettuali e quelli che includono interventi orientati alla sicurezza, entrambi con una premialità fino a 10 punti.
Dal punto di vista tecnico, gli interventi strutturali devono essere accompagnati almeno da un Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), in coerenza con il Codice dei contratti pubblici. Inoltre, ogni proposta deve prevedere obbligatoriamente un bando per le imprese finanziato con risorse proprie dell’Ente locale: almeno 100.000 euro per i progetti di eccellenza e almeno 50.000 euro per i progetti ordinari. Questo stanziamento è obbligatorio, ma non rientra nel costo complessivo del progetto ai fini del calcolo del contributo regionale.
Per quanto riguarda la formulazione del progetto, la domanda deve includere: il modulo generato dalla piattaforma, l’Accordo di partenariato, la Proposta progettuale, il Budget di progetto e la mappa dell’area interessata. La proposta progettuale deve descrivere, tra gli altri elementi, partenariato, analisi di contesto, strategia di sviluppo, modalità di gestione, attività previste, servizi comuni e azioni per il riutilizzo degli spazi sfitti e il presidio delle aree a rischio desertificazione.
Anche il piano finanziario richiede particolare attenzione. Il budget deve distinguere chiaramente tra:
- bando per le imprese, non computabile nel costo complessivo del progetto;
- spese in conto capitale sostenute dagli Enti locali;
- spese di parte corrente sostenute dagli Enti locali o dagli altri partner.
Tra le spese ammissibili rientrano, ad esempio, acquisto e riqualificazione di immobili, opere e impianti, attrezzature e beni immateriali a utilizzo pluriennale, ma anche costi per governance, manager di Distretto, consulenze, servizi comuni, promozione, eventi, formazione e azioni per il riutilizzo degli spazi commerciali sfitti. Le spese sono ammissibili se sostenute a partire dal 2 febbraio 2026.
Infine, la qualità progettuale sarà determinante nella valutazione. I criteri riguardano analisi di contesto, strategia, qualità del progetto, coerenza del budget e adeguatezza del partenariato, per un punteggio massimo di 200 punti, con una soglia minima di ammissibilità fissata a 120 punti.
Quanto finanzia il bando
L’agevolazione copre il 50% del costo complessivo del progetto, esclusa appunto la quota destinata al bando imprese.
Il contributo massimo concedibile arriva a 520.000 euro per i progetti di eccellenza (di cui € 500.000 per spese capitali e 20.00 per spese correnti) e fino a 189.900 euro per i progetti ordinari (di cui € 178.500 per spese capitali ed € 11.400 per spese correnti). Tutti i progetti devono comunque prevedere un costo minimo di 300.000 euro, sempre al netto delle risorse dedicate al bando imprese, e con una componente di spesa in conto capitale almeno pari al doppio del contributo regionale erogabile.
Quando scade il bando
Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 24 marzo 2026 e devono essere inviate entro le ore 16:00 del 31 luglio 2026, esclusivamente tramite la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Per ogni Distretto può essere presentata una sola domanda.