Cosa finanzia il bando Bando Distretti del Commercio 2026: rigenerazione dei territori in Lombardia
Il bando finanzia progetti che possono interessare l’intero Distretto oppure una sua porzione specifica, purché siano fondati su una logica chiara e coerente. Il progetto deve partire da una analisi di contesto, individuare una strategia di sviluppo di medio periodo, definire una vocazione territoriale riconoscibile e tradursi in un programma integrato di attività e interventi. Regione Lombardia chiarisce infatti che non è sufficiente presentare un insieme di azioni scollegate: occorre una proposta organica, capace di collegare lettura del territorio, obiettivi, governance e investimenti.
Le tipologie di intervento ammissibili rientrano in quattro grandi ambiti:
- rigenerazione, riqualificazione e adeguamento del contesto urbano del Distretto;
- servizi comuni per imprese, utenti e visitatori, inclusi quelli per la sicurezza;
- attività di governance, analisi, assistenza e management di Distretto;
- animazione, promozione ed eventi.
Sono inoltre premiati i progetti interdistrettuali e quelli che includono interventi orientati alla sicurezza, entrambi con una premialità fino a 10 punti.
Dal punto di vista tecnico, gli interventi strutturali devono essere accompagnati almeno da un Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE), in coerenza con il Codice dei contratti pubblici. Inoltre, ogni proposta deve prevedere obbligatoriamente un bando per le imprese finanziato con risorse proprie dell’Ente locale: almeno 100.000 euro per i progetti di eccellenza e almeno 50.000 euro per i progetti ordinari. Questo stanziamento è obbligatorio, ma non rientra nel costo complessivo del progetto ai fini del calcolo del contributo regionale.
Per quanto riguarda la formulazione del progetto, la domanda deve includere: il modulo generato dalla piattaforma, l’Accordo di partenariato, la Proposta progettuale, il Budget di progetto e la mappa dell’area interessata. La proposta progettuale deve descrivere, tra gli altri elementi, partenariato, analisi di contesto, strategia di sviluppo, modalità di gestione, attività previste, servizi comuni e azioni per il riutilizzo degli spazi sfitti e il presidio delle aree a rischio desertificazione.
Anche il piano finanziario richiede particolare attenzione. Il budget deve distinguere chiaramente tra:
- bando per le imprese, non computabile nel costo complessivo del progetto;
- spese in conto capitale sostenute dagli Enti locali;
- spese di parte corrente sostenute dagli Enti locali o dagli altri partner.
Tra le spese ammissibili rientrano, ad esempio, acquisto e riqualificazione di immobili, opere e impianti, attrezzature e beni immateriali a utilizzo pluriennale, ma anche costi per governance, manager di Distretto, consulenze, servizi comuni, promozione, eventi, formazione e azioni per il riutilizzo degli spazi commerciali sfitti. Le spese sono ammissibili se sostenute a partire dal 2 febbraio 2026.
Infine, la qualità progettuale sarà determinante nella valutazione. I criteri riguardano analisi di contesto, strategia, qualità del progetto, coerenza del budget e adeguatezza del partenariato, per un punteggio massimo di 200 punti, con una soglia minima di ammissibilità fissata a 120 punti.