Turismo 2026: contributi alle Imprese

Federica Sala
Turismo 2026: contributi alle Imprese

Il nuovo decreto del Ministero del Turismo apre una misura molto interessante per le imprese che vogliono investire nello sviluppo dell’offerta turistica in Italia. L’obiettivo è sostenere progetti capaci di rendere il settore più competitivo, innovativo e sostenibile, favorendo in particolare la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, il rafforzamento delle filiere del turismo, gli investimenti in ottica ESG e il turismo sostenibile.

Non si tratta quindi di un incentivo generico, ma di una misura pensata per accompagnare il comparto turistico verso un salto di qualità. Il decreto richiama infatti il Piano strategico del Turismo 2023–2027 e punta a sostenere investimenti capaci di migliorare strutture, servizi, tecnologie e performance ambientali delle imprese. In altre parole, il bando guarda a un turismo più moderno, più efficiente e più attrattivo, anche sul piano internazionale.

Chi sono i beneficiari del bando Turismo 2026: contributi alle Imprese

Il bando si rivolge agli operatori che esercitano attività d’impresa nel settore turistico, individuati attraverso specifici codici ATECO. Tra i beneficiari rientrano, ad esempio:
  • alberghi e strutture simili
  • ostelli, rifugi e baite di montagna
  • bed and breakfast
  • case e appartamenti per vacanze
  • campeggi, villaggi turistici, glamping, marina resort
  • ristoranti, catering
  • centri termali, servizi benessere, parchi tematici, stabilimenti balneari
  • organizzazione di conferenze e congressi
Possono partecipare anche imprese attive da almeno tre anni che, pur non svolgendo formalmente una delle attività ATECO elencate, riescano a dimostrare con le scritture contabili di aver realizzato prevalentemente fatturato in attività turistiche riconducibili ai codici ammissibili. È prevista inoltre la possibilità di presentare domanda anche per i proprietari delle strutture, purché si avvalgano dei requisiti dei gestori legittimati e il rapporto tra le parti sia mantenuto per tutta la durata dell’investimento.

Il decreto ammette anche la presentazione di piani in forma congiunta tramite contratto di rete, ma con condizioni precise: la rete deve essere costituita come rete soggetto, risultare iscritta da almeno tre anni e non essere composta da più di cinque imprese, tutte in possesso dei requisiti richiesti. Ogni soggetto, singolo o in rete, può presentare una sola proposta.

Tra i requisiti principali figurano l’iscrizione al Registro delle imprese, la regolarità contributiva, fiscale e assicurativa, il pieno esercizio dei propri diritti, l’assenza di procedure concorsuali e la non appartenenza alla categoria delle imprese in difficoltà. Per alcune categorie è richiesto anche il possesso di una sede in Italia o almeno la disponibilità di una sede sul territorio italiano.

Cosa finanzia il bando Turismo 2026: contributi alle Imprese

I piani di investimento devono essere orientati allo sviluppo dell’offerta turistica e possono riguardare interventi che favoriscono la destagionalizzazione, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, la qualificazione dei servizi e la crescita competitiva delle imprese.

In concreto, il decreto ammette diverse tipologie di spesa:
  • miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili e degli impianti: coibentazione dell’involucro edilizio, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi, schermature solari, efficientamento dell’illuminazione, sistemi di climatizzazione più efficienti, riduzione dei consumi idrici, sostituzione di caldaie e altri interventi collegati al risparmio energetico. Sono comprese anche opere murarie strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi ambientali del progetto.
  • investimenti per la tutela ambientale e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Qui rientrano, ad esempio, impianti fotovoltaici, solare termico, geotermia, pompe di calore, sistemi di accumulo dell’energia, attrezzature verdi e sistemi per il recupero e l’uso dell’acqua piovana.
  • asse della digitalizzazione: il bando finanzia apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, cablaggio strutturato, soluzioni per aumentare la predisposizione all’intelligenza artificiale, sistemi di automazione, tecnologie per la gestione intelligente degli edifici e dei consumi, collegamenti a sistemi efficienti e infrastrutture di ricarica.
  • spese per la riqualificazione di piscine, impianti termali, wellness, centri congressi e strutture per eventi, quando l’obiettivo è migliorare la qualità dell’offerta, l’accessibilità, la sostenibilità e l’attrattività complessiva della struttura.
  • acquisto o lo sviluppo di software, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate, purché coerenti con le finalità della misura.
  • Per le sole PMI sono ammesse inoltre spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, entro il limite del 4% dell’importo complessivo ammissibile come contributo a fondo perduto.
I progetti saranno valutati non solo per la correttezza formale, ma anche per affidabilità tecnica, economica e finanziaria, per la sostenibilità del piano di investimento, per la cantierabilità, per la pertinenza e congruità delle spese e per gli eventuali criteri di premialità che saranno dettagliati nell’avviso attuativo. Questo significa che, in ottica candidatura, risulteranno più forti i progetti già ben definiti, sostenibili dal punto di vista finanziario, coerenti nelle spese e concretamente realizzabili nei tempi previsti.

C’è poi un vincolo economico molto importante: sono ammissibili solo i progetti avviati dopo la presentazione della domanda, con un investimento minimo di 1 milione di euro e massimo di 15 milioni di euro.

È quindi una misura pensata per interventi di dimensione medio-grande, già maturi sotto il profilo tecnico e progettuale.

Quanto finanzia il bando Turismo 2026: contributi alle Imprese

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 109 milioni di euro. Di questi, 59 milioni sono destinati ai contributi a fondo perduto e 50 milioni ai finanziamenti agevolati. Le agevolazioni possono essere richieste in forma di contributo a fondo perduto, di finanziamento agevolato oppure in combinazione tra i due strumenti.

Il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro. Il finanziamento agevolato può invece coprire fino al 70% delle spese ammissibili. Il cumulo tra le due forme di sostegno non può comunque superare il costo ammissibile complessivo del progetto.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di cinque anni e prevede un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione. Quanto all’erogazione, il decreto prevede per il fondo perduto una possibile anticipazione del 30% del contributo concesso, poi una quota intermedia fino all’80% complessivo e infine il saldo finale a conclusione e rendicontazione dell’intervento. Anche il finanziamento agevolato viene erogato entro 30 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare, previa presentazione delle garanzie richieste.

Quando scade il bando Turismo 2026: contributi alle Imprese

Alla data del 27 marzo, il bando deve ancora aprire: siamo in attesa del decreto attuativo che dispone di date di apertura e chiusura del bando. 

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