Parlare di housing sociale significa affrontare una delle questioni più rilevanti del welfare contemporaneo: il rapporto tra casa, autonomia e inclusione. L’abitare, infatti, rappresenta una condizione essenziale per la qualità della vita, la stabilità personale e la possibilità di costruire o ricostruire percorsi di autonomia. Questo è particolarmente vero per le persone che vivono situazioni di fragilità, temporanee o strutturali, per le quali la risposta abitativa non può limitarsi a offrire un alloggio, ma deve integrarsi con servizi, accompagnamento e capacità di lettura del bisogno.
Fondazione Cariplo muove da questa consapevolezza e, con il bando “Housing sociale per persone fragili”, intende sostenere l’avvio di nuovi interventi capaci di ampliare l’offerta abitativa sociale, renderla più accessibile e rafforzarne la sostenibilità nel tempo. Il bando è collocato nell’Area Servizi alla Persona e si inserisce nella più ampia linea programmatica volta a ridurre le disuguaglianze e contrastare le diverse forme di povertà e fragilità.
Il bando nasce in un contesto in cui il disagio abitativo si è intensificato e differenziato. Oggi la domanda di risposte abitative non riguarda soltanto le condizioni di marginalità estrema, ma coinvolge anche persone e nuclei che, per ragioni economiche, relazionali, sanitarie o biografiche, non riescono ad accedere in modo stabile a soluzioni adeguate.
In questo quadro, l’housing sociale è considerato una risposta strategica perché si colloca in uno spazio intermedio tra il libero mercato dell’abitare, spesso economicamente inaccessibile e privo di presidi, e le soluzioni ad alta protezione, che non sempre risultano appropriate rispetto ai bisogni effettivi delle persone.
Uno degli aspetti più interessanti del bando riguarda la varietà delle risposte sostenibili.
Fondazione Cariplo intende finanziare innanzitutto alloggi per l’autonomia e l’inclusione sociale, rivolti a persone o nuclei in fragilità socio-abitativa per i quali sia realistico immaginare un percorso verso l’autonomia nel breve o medio periodo. A questa prima tipologia si affiancano gli alloggi per l’autonomia “potenziale” delle persone con disabilità, intesi come spazi per sperimentare forme di vita autonoma, dalle palestre di autonomia a soluzioni più stabili come microcomunità o appartamenti protetti.
Il bando sostiene anche alloggi per l’autonomia “residua” rivolti a persone anziane fragili, pensati come risposte abitative a prevalente contenuto residenziale, collocate a un livello intermedio tra il sostegno al domicilio e l’inserimento in RSA.
Una quarta linea di intervento riguarda le strutture di ricettività temporanea, dedicate a destinatari con necessità abitative a basso costo e di breve o brevissima durata, per i quali nella maggior parte dei casi non è necessario un percorso socio-educativo strutturato. Il bando ammette inoltre progetti che integrino più tipologie di risposta, purché siano coerenti, fattibili e sostenuti da un impianto gestionale adeguato. Questa apertura è particolarmente rilevante perché consente di pensare a modelli misti e più aderenti alla complessità reale della domanda abitativa.
Sul piano dei destinatari finali degli interventi, il bando si concentra su persone in condizioni di elevata fragilità socio-abitativa.
Gli interventi devono riguardare unità immobiliari chiaramente identificate, nella disponibilità del soggetto proponente con un titolo congruo rispetto agli obiettivi e agli investimenti previsti.
Sono ammessi progetti di valorizzazione di patrimonio immobiliare inutilizzato o sottoutilizzato, anche con interventi di recupero radicale delle volumetrie esistenti; non sono invece ammesse nuove costruzioni che comportino consumo di suolo, salvo l’ampliamento di edifici già destinati a servizi residenziali.
Fondazione Cariplo sottolinea infatti che la riqualificazione energetica degli immobili non è un fattore accessorio, ma una componente strategica dell’intervento, perché consente sia di contenere i costi di gestione nel medio periodo sia di ridurre l’impatto ambientale del servizio. Nei casi previsti, per i progetti con spese di ristrutturazione superiori a 50.000 euro per immobile o unità con impianto termico autonomo, è richiesta la documentazione di una riduzione dei consumi di energia da fonti fossili di almeno il 30% rispetto alla situazione di partenza.
Il bando prevede un contributo a fondo perduto con una soglia minima di 25.000 euro e una soglia massima di 500.000 euro.
La richiesta non può in ogni caso superare il 50% del costo complessivo del progetto.
Il budget complessivamente disponibile per il 2026 è pari a 5 milioni di euro. Questi elementi rendono il bando accessibile sia a interventi di dimensione contenuta sia a progettualità più articolate, purché accompagnate da un solido piano di copertura economica e da una credibile ipotesi di sostenibilità futura.
Il bando scade in data 31/12/2026
Accedi o registrati gratuitamente per leggere l'articolo completo e scoprire tutte le opportunità di finanziamento per il tuo Comune.
Registrazione gratuita, nessuna carta di credito richiesta.
Se hai un'idea o un progetto da realizzare e sei alla ricerca di un contributo a fondo perduto, contattaci. Sarai seguito da un nostro specialista per una consulenza gratuita.