Il contributo a fondo perduto del 40% previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) è uno dei motori principali della transizione energetica in Italia. Tuttavia, l'intricato quadro burocratico genera spesso dubbi procedurali sia tra i soci che tra i promotori.
La domanda più frequente è: “Se ho presentato l'istanza per il contributo PNRR, ma la CER o la configurazione non sono ancora accreditate al GSE, posso ottenere il finanziamento?”
La risposta è assolutamente sì. Il sistema normativo italiano prevede una netta separazione temporale tra la fase di prenotazione dei fondi e quella di attivazione tecnica della configurazione. Analizziamo in dettaglio le basi giuridiche, i flussi finanziari e le regole sulla cumulabilità per non rischiare di perdere l'agevolazione.
Vediamo insieme quali sono i passaggi per ottenere il contributo e assumere il ruolo di prosumer nella CER
Il Quadro Normativo di Riferimento
L'intero processo riguardante le CER e i fondi del PNRR si fonda su un impianto legislativo chiaro e stratificato, che definisce i requisiti di accesso e le modalità di erogazione:
1. Come vengono erogati i soldi? Le 3 fasi del flusso finanziario
Il contributo PNRR non viene liquidato in un'unica soluzione al momento della presentazione della domanda. Secondo le regole dettate dal GSE e dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), i flussi finanziari seguono tre macro-fasi basate sullo stato di avanzamento del progetto:
Fase A: La Prenotazione del Fondo (Decreto di Concessione)
All’atto di presentazione della domanda sul portale GSE (la cui scadenza perentoria per l’accesso ai fondi è stabilita al 30 novembre 2025), l’impianto e la configurazione commerciale possono essere non ancora esistenti.
Fase B: L’Anticipo del Contributo
In conformità con le regole operative, per fornire immediata liquidità ai cantieri, il soggetto beneficiario ha il diritto di richiedere al GSE un anticipo fino al 30% dell'importo totale concesso.
• I requisiti: È necessario dimostrare l'avvenuto avvio dei lavori e presentare una garanzia fideiussoria (bancaria o assicurativa) a favore del GSE. Anche in questo step, la configurazione commerciale non può essere ancora accreditata, poiché l'impianto è in fase di costruzione.
Fase C: L’Erogazione del Saldo Finale (Il restante 70% o 100%)
Il saldo viene liquidato dal GSE solo a conclusione di tutte le verifiche documentali e tecniche sulla spesa effettivamente sostenuta (rendicontazione a costi reali). Questa erogazione è subordinata all'entrata in esercizio dell'impianto e al completamento dell'iter di accreditamento della configurazione.
2. L'Accreditamento della Configurazione: cos'è e quando farlo
È fondamentale non confondere la costituzione giuridica della CER con l'accreditamento della configurazione:
Perché non può essere fatto prima?
L'istanza di accreditamento della configurazione richiede obbligatoriamente l'inserimento del Verbale di Attivazione e Allaccio alla Rete, un documento ufficiale rilasciato esclusivamente dal distributore locale (es. E-Distribuzione) solo dopo che l'impianto fotovoltaico è stato fisicamente montato, collaudato e connesso alla rete elettrica nazionale. Di conseguenza, presentare la domanda PNRR senza avere la configurazione accreditata non è un errore, ma l'unico percorso logico e tecnico possibile.
3. La regola della Cumulabilità: come coesistono PNRR e Tariffa Incentivante?
Un aspetto cruciale disciplinato dall'Articolo 6 del Decreto CACER riguarda la cumulabilità tra le due principali forme di incentivo: il contributo in conto capitale (fondo perduto PNRR) e il contributo in conto esercizio (la tariffa premio ventennale sull'energia condivisa erogata dal GSE).
La legge stabilisce che le due misure sono cumulabili, ma l'accesso al fondo perduto comporta una riduzione lineare della tariffa premio, calcolata in base all'intensità del contributo ricevuto:
Nonostante il dimezzamento della tariffa incentivante per i privati e le imprese, la combinazione delle due misure garantisce un tempo di rientro dell'investimento (Payback Period) estremamente accelerato grazie all'abbattimento immediato del 40% dei costi di cantiere.
4. Caso di Studio nel Nord Italia: Simulazione economica e scadenze per un impianto da 100 kW
Per comprendere l'impatto pratico di questo iter, analizziamo il caso di una CER che installa un nuovo impianto fotovoltaico da 100 kW al servizio dei propri soci in un Comune sotto i 5.000 abitanti del Nord Italia (es. Piemonte, Lombardia, Veneto o Emilia-Romagna).
Il Piano Finanziario (Fondo Perduto + Tariffa Incentivante)
La normativa prevede un costo massimo ammissibile per questa taglia di impianto pari a 1.500 €/kW (Allegato 2 del Decreto MASE n. 414/2023).
Oltre ai 60.000 € di capitale a fondo perduto, una volta completato l'accreditamento della configurazione, la CER inizierà a percepire dal GSE la tariffa premio ventennale.
Il Decreto CACER riconosce agli impianti del Nord Italia una correzione geografica per compensare il minor irraggiamento solare rispetto al Sud. Per un impianto da 100 kW al Nord, la tariffa premio base sarebbe di circa 110 €/MWh più +10 €/MWh di maggiorazione geografica (totale base 120 €/MWh). Applicando la riduzione del 50% dovuta al cumulo con il PNRR, la tariffa effettiva spettante sull'energia condivisa sarà di circa 60 €/MWh per 20 anni.
Il Cronoprogramma Finanziario e Tecnico dell'Impianto
Ecco come si strutturano le scadenze obbligatorie e i flussi di cassa per mettere al sicuro i benefici finanziari:
In conclusione non avere la configurazione o l'impianto accreditati al momento della domanda PNRR è la prassi standard prevista dai decreti ministeriali. Il sistema è strutturato per finanziare un progetto che prenderà vita nei mesi successivi. Il vero focus su cui concentrarsi non è l'immediatezza dell'accreditamento, bensì il monitoraggio rigoroso del cronoprogramma di cantiere e il rispetto delle scadenze di rendicontazione finale fissate dalla normativa europea e nazionale.
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Gestire i rapporti con il GSE, monitorare le scadenze del PNRR e configurare correttamente i nodi della Cabina Primaria richiede competenze tecniche e legali specifiche. Non rischiare di perdere il 40% a fondo perduto o la tariffa premio ventennale per un vizio di forma.
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