Regione Veneto sostiene gli Enti locali che intendono avviare percorsi di fusione, costituzione di Unioni di Comuni o Unioni montane, oppure rafforzare le forme associative già esistenti attraverso progetti di riorganizzazione e piani strategici.
Si tratta di una misura particolarmente importante in un contesto in cui i Comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, sono chiamati ad affrontare sfide sempre più complesse:
- gestione dei servizi
- carenza di personale
- sostenibilità finanziaria
- capacità progettuale
- accesso ai finanziamenti
- digitalizzazione
- presidio del territorio
- programmazione dello sviluppo locale
In questa prospettiva, aumentare la dimensione istituzionale e organizzativa dei Comuni non significa solo “aggregare” enti, ma costruire condizioni più solide per programmare servizi, investimenti e strategie territoriali. La fusione tra Comuni, la costituzione di Unioni e il rafforzamento delle forme associative possono diventare strumenti concreti per superare la frammentazione amministrativa e costruire politiche di sviluppo più sostenibili, integrate e capaci di incidere nel medio periodo.
Molti Comuni si trovano oggi a dover garantire servizi sempre più articolati con risorse umane, tecniche e finanziarie limitate. La dimensione comunale, soprattutto nei territori più piccoli o fragili, può rappresentare un limite rispetto alla capacità di pianificare, progettare, attrarre risorse e gestire in modo efficiente funzioni e servizi.
Per questo motivo, i percorsi di fusione o di gestione associata devono essere letti come opportunità per ripensare il futuro dei territori.
Uno studio di fattibilità ben costruito consente infatti di valutare in modo concreto vantaggi, criticità e condizioni operative di una possibile fusione o riorganizzazione. Permette di analizzare dati demografici, economici, finanziari, patrimoniali, organizzativi e di servizio, mettendo le Amministrazioni e le comunità nelle condizioni di decidere sulla base di elementi oggettivi.
Il bando regionale interviene proprio in questa fase: sostiene gli Enti locali nella predisposizione di studi, analisi e piani utili a verificare se e come procedere verso forme più integrate di governo locale.
Chi sono i beneficiari del bando
I beneficiari diretti del contributo sono gli Enti locali del Veneto interessati ad avviare o rafforzare percorsi di riorganizzazione sovracomunale.
In particolare, possono accedere al contributo:
- Comuni che intendono predisporre uno studio di fattibilità finalizzato alla fusione
- Comuni che intendono costituire una nuova Unione di Comuni
- Comuni che intendono costituire una nuova Unione montana
- Unioni di Comuni già costituite che vogliono riorganizzare strutture, servizi o funzioni
- Unioni montane già costituite che intendono riorganizzarsi, aggregarsi o adottare un piano strategico
Nel caso di fusione o costituzione di Unione, i Comuni devono individuare un ente capofila, incaricato di affidare l’incarico per lo studio di fattibilità, presentare la domanda e tenere i rapporti con la Regione.
Cosa finanzia il bando
Il contributo regionale finanzia l’elaborazione o acquisizione di studi di fattibilità e documenti strategici finalizzati a diversi percorsi di riorganizzazione istituzionale e gestionale. In concreto, sono finanziabili:
- studi di fattibilità per la fusione di Comuni
- studi per la costituzione di una nuova Unione di Comuni
- studi per la costituzione di una nuova Unione montana
- progetti di riorganizzazione gestionale di Unioni di Comuni già costituite
- progetti di riorganizzazione gestionale di Unioni montane già costituite
- studi legati all’adesione di nuovi Comuni a Unioni esistenti
- progetti di aggregazione tra Unioni montane
- piani strategici di Unioni di Comuni o Unioni montane
Nel caso della fusione di Comuni, lo studio deve essere integrato anche da un’attività di sondaggio rivolta agli elettori, utile a verificare il grado di consenso della popolazione, e da un piano di comunicazione e informazione rivolto alla cittadinanza e agli stakeholder.
Per i progetti di costituzione o riorganizzazione di Unioni, lo studio deve analizzare i vantaggi e gli svantaggi dal punto di vista organizzativo, gestionale ed economico-finanziario, individuando le funzioni e i servizi da gestire in forma associata.
Nel caso dei piani strategici delle Unioni, il documento deve individuare una visione di medio periodo, definire obiettivi e azioni prioritarie, rafforzare l’integrazione tra Unione e Comuni associati e valorizzare il ruolo dell’Unione come strumento di sviluppo integrato del territorio.
SONO 3 LE FASI DEL BANDO:
Fase 1 – Entro il 31 luglio 2026 - Il Comune (o l'Unione) presenta la domanda allegando principalmente: la convenzione tra i Comuni (se prevista); le delibere degli enti coinvolti; la determina di affidamento dell'incarico professionale esterno (oppure, in alcuni casi, l'impegno ad acquisire uno studio già realizzato); il cronoprogramma dell'attività. Lo studio di fattibilità non deve ancora essere consegnato.
Fase 2 – Se il contributo viene concesso - Regione concede il finanziamento e liquida subito il 50% del contributo. A quel punto il professionista incaricato sviluppa: lo studio di fattibilità; oppure il progetto di riorganizzazione; oppure il piano strategico; oppure lo studio per la fusione con sondaggio e piano di comunicazione (a seconda della tipologia scelta).
Fase 3 – Entro il 30 giugno 2027 - Si presenta la rendicontazione con: studio di fattibilità (o piano strategico) completato; delibera di presa d'atto; fatture e pagamenti; per le fusioni anche l'esito del sondaggio e il piano di comunicazione.
Quanto finanzia il bando
La dotazione complessiva disponibile è pari a 80.000 euro. Il contributo regionale può coprire fino all’80% delle spese preventivate e ammesse, al lordo di IVA, per l’elaborazione degli studi e dei progetti.
Gli importi massimi variano in base alla tipologia di intervento:
- fusione di Comuni: fino a 10.000 euro per progetti fino a 3 Comuni
- fusione di Comuni: fino a 12.000 euro per progetti oltre 3 Comuni
- Unione di Comuni: fino a 4.000 euro per riorganizzazione gestionale
- Unione di Comuni: fino a 8.000 euro per riorganizzazione territoriale
- Unione di Comuni: fino a 4.000 euro per costituzione o piano strategico
- Unione montana: fino a 4.000 euro per riorganizzazione gestionale
- Unione montana: fino a 8.000 euro per riorganizzazione territoriale
- Unione montana: fino a 8.000 euro per costituzione
- Unione montana: fino a 4.000 euro per piano strategico
Il contributo è destinato al conferimento di incarichi professionali esterni a soggetti con partita IVA. Non sono ammesse spese riferite al personale interno dell’Ente.
Quando scade il bando
La domanda deve essere trasmessa via PEC entro il 31 luglio 2026.