Regione Piemonte ha pubblicato l’Avviso per gli anni 2026-2028 per il finanziamento degli Accordi di Programma, finalizzato a sostenere la realizzazione di opere pubbliche capaci di rispondere alle esigenze di sviluppo delle comunità locali.
La misura è finanziata nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – FSC 2021-2027 e dell’Accordo per la Coesione sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Piemonte. L’obiettivo è individuare, attraverso un percorso di condivisione e programmazione negoziata, interventi coerenti con le priorità strategiche regionali e in grado di generare ricadute concrete sulla qualità dei servizi, sull’attrattività dei territori e sulla vita delle comunità locali.
La dotazione iniziale dell’Avviso è pari a 5.971.887,56 euro, con la possibilità di un successivo incremento attraverso ulteriori risorse regionali e nazionali.
Il bando punta soprattutto alla valorizzazione del patrimonio pubblico già esistente. Non finanzia, quindi, nuove opere completamente scollegate da strutture o interventi preesistenti, ma sostiene il recupero, il completamento, la messa a norma e la rifunzionalizzazione di immobili e infrastrutture pubbliche.
Chi sono i beneficiari del bando
Possono presentare una proposta progettuale:
- i Comuni della Regione Piemonte
- le Unioni di Comuni della Regione Piemonte
Per accedere al finanziamento, l’ente deve inoltre disporre di un titolo adeguato sull’immobile interessato dall’intervento. Il bene può essere:
- di proprietà dell’ente proponente;
- nel caso di un’Unione, di proprietà di almeno uno dei Comuni aderenti;
- nella disponibilità dell’ente sulla base di un diritto reale o di un contratto con durata residua di almeno quindici anni;
- oggetto di un procedimento già avviato per l’acquisizione della proprietà o di un titolo di disponibilità, da perfezionare entro la sottoscrizione dell’Accordo di Programma;
- un bene demaniale o appartenente a un altro ente pubblico, regolato da una convenzione di durata adeguata.
Gli immobili finanziati devono mantenere la destinazione d’uso prevista per almeno dieci anni dalla conclusione dell’investimento e non possono essere dismessi nei cinque anni successivi.
Cosa finanzia il bando
Il bando finanzia esclusivamente interventi in conto capitale, relativi a lavori pubblici, acquisizione di beni e forniture. Non sono ammissibili progetti costituiti esclusivamente da attività di progettazione. Le principali tipologie finanziabili sono:
- recupero, rifunzionalizzazione o restauro di immobili esistenti non fruibili o parzialmente degradati;
- completamento di opere già progettate ma non ancora avviate;
- completamento di opere iniziate ma non concluse e non ancora pienamente fruibili;
- completamento di interventi interrotti o realizzati solo parzialmente a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali e dell’energia;
- messa a norma, efficientamento, recupero funzionale, ripristino e ristrutturazione di strutture esistenti che, senza l’intervento, rischierebbero di diventare inutilizzabili.
Non sono invece finanziabili nuove opere o strutture prive di qualsiasi collegamento con il patrimonio pubblico o con interventi già esistenti.
Ogni progetto deve essere dotato di Codice Unico di Progetto – CUP. Solo nel caso di interventi già avviati per i quali venga richiesto il finanziamento dei maggiori costi derivanti dall’aumento dei prezzi è possibile utilizzare un CUP esistente, nel rispetto delle specifiche condizioni previste dall’Avviso.
Sono ammissibili le spese inserite nel quadro economico dell’intervento e sostenute dopo la presentazione della domanda, comprese:
- spese per lavori;
- acquisto di beni;
- forniture;
- spese tecniche e di progettazione;
- ulteriori costi previsti dal quadro economico e conformi al Codice dei contratti pubblici.
Le spese di progettazione sostenute prima della presentazione della domanda possono essere riconosciute esclusivamente all’interno della quota di cofinanziamento dell’ente, purché sostenute dopo il 1° gennaio 2026.
Quanto finanzia il bando
Il contributo regionale può coprire fino al 90% del costo complessivo dell’intervento, mentre l’ente deve garantire un cofinanziamento minimo del 10%.
Per ciascun progetto il contributo può essere compreso tra:
- 30.000 euro, quale importo minimo
- 300.000 euro, quale importo massimo
La valutazione terrà conto soprattutto dell’importanza strategica dell’intervento, delle ricadute sui servizi e sull’attrattività territoriale, della sostenibilità economica e tecnica, della cantierabilità e della presenza di condizioni particolari di urgenza o rischio di inutilizzabilità della struttura.
Quando scade il bando
Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 20 luglio 2026 alle ore 12:00 del 21 settembre 2026.