Regione Umbria ha stanziato 5,4 milioni di euro per sostenere la riqualificazione e la valorizzazione di beni culturali e spazi pubblici, attraverso un Avviso finanziato dal PR FESR 2021-2027 – Priorità 4, Azione 4.6.1, dedicata all'inclusione, all'innovazione sociale e alla sostenibilità.
L'obiettivo è recuperare immobili e luoghi del patrimonio culturale, trasformandoli in spazi aperti e accessibili alla comunità, capaci di ospitare attività culturali, sociali e creative e contribuire alla rivitalizzazione dei territori.
Il bando promuove progetti nei quali il recupero degli immobili è accompagnato da una concreta strategia di valorizzazione, in grado di garantire continuità di utilizzo, partecipazione della comunità e sostenibilità gestionale nel medio-lungo periodo.
Particolare attenzione viene riservata alla collaborazione tra Amministrazioni pubbliche, Terzo Settore e imprese culturali e creative, con l'obiettivo di sviluppare nuove opportunità di inclusione sociale, welfare culturale e microeconomie locali.
Chi sono i beneficiari del bando
Possono accedere ai contributi le Amministrazioni comunali e provinciali della Regione Umbria che intendono realizzare interventi su beni culturali o immobili pubblici e ad uso pubblico destinati ad attività culturali.
Per presentare domanda, l'Ente deve essere proprietario dell'immobile oppure disporne attraverso un contratto di comodato d'uso della durata minima di 15 anni, rinnovabili, che garantisca la disponibilità del bene nel periodo previsto dal bando.
Ogni Amministrazione può presentare una sola domanda di finanziamento, anche riferita a più immobili o luoghi del patrimonio culturale, purché ricompresi in un progetto unitario di riqualificazione e valorizzazione.
Non sono ammissibili interventi riguardanti immobili a destinazione sportiva o residenziale privata.
Cosa finanzia il bando
Il bando sostiene interventi finalizzati al recupero strutturale, alla riqualificazione e al riuso di beni culturali, luoghi della cultura e altri spazi pubblici o ad uso pubblico a destinazione culturale.
Sono finanziabili, in particolare, opere edilizie necessarie al recupero e alla rifunzionalizzazione degli immobili, insieme all'acquisizione di allestimenti, beni e servizi, comprese soluzioni digitali, funzionali alla realizzazione degli interventi.
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- Spese tecniche: progettazione, consulenze, direzione lavori, collaudi e certificazioni.
- Lavori: opere edilizie necessarie e direttamente connesse agli interventi di recupero, riqualificazione e riuso.
- Beni e servizi: allestimenti, servizi digitali e altre acquisizioni funzionali al progetto.
- IVA: nei casi in cui risulti effettivamente sostenuta e non recuperabile dal beneficiario.
Le spese devono essere pertinenti agli interventi proposti e previste nel relativo Quadro Tecnico Economico. Per le spese di progettazione può essere riconosciuta l'ammissibilità anche se sostenute prima della candidatura, nel rispetto del periodo previsto dalla normativa europea.
LA QUALITÀ DEL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE
Un elemento centrale della misura è rappresentato dalla qualità del progetto di valorizzazione, che deve accompagnare obbligatoriamente l'intervento di recupero.
La candidatura deve infatti dimostrare non soltanto la fattibilità tecnica dei lavori, ma anche la capacità di attivare gli immobili attraverso una programmazione culturale e sociale continuativa.
Il progetto di valorizzazione dovrà essere costruito in collaborazione con soggetti qualificati e definire le attività previste, il modello di governance, il coinvolgimento delle comunità e le condizioni di sostenibilità economico-finanziaria della futura gestione.
A questo proposito, il bando richiede un orizzonte gestionale di almeno 15 anni, un Piano Economico Finanziario e l'individuazione di partner con competenze adeguate alle attività da realizzare.
La qualità progettuale assume un ruolo determinante anche nella valutazione delle candidature. Tra gli elementi considerati rientrano:
- la qualità tecnica e il livello di definizione del progetto
- l'innovatività delle soluzioni e l'adozione di criteri di progettazione sostenibile e inclusiva
- la capacità di generare attività di welfare culturale e favorire l'accesso alla cultura
- il coinvolgimento delle persone con disabilità e dei soggetti a rischio di esclusione sociale
- la partecipazione della comunità e la collaborazione con gli attori locali
- lo sviluppo di servizi culturali innovativi e soluzioni digitali
- la sostenibilità ambientale ed economico-finanziaria dell'intervento
Il bando attribuisce inoltre una specifica premialità all'attivazione di Partenariati Speciali Pubblico-Privati (PSPP), ai sensi dell'articolo 134 del D.Lgs. 36/2023.
Per accedere al finanziamento è necessario presentare una proposta capace di dimostrare come il bene diventerà un luogo effettivamente utilizzato, accessibile e sostenibile nel tempo.
Quanto finanzia il bando
Il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 5,4 milioni di euro e prevede la concessione di contributi a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili.
Per ciascuna domanda, il contributo concedibile è compreso tra:
- 201.000 euro, importo minimo
- 500.000 euro, importo massimo
Non è previsto un cofinanziamento obbligatorio sulle spese riconosciute ammissibili. Restano tuttavia a carico dell'Ente beneficiario gli eventuali costi non ammessi a finanziamento e la quota di progetto eccedente il contributo massimo concedibile.
Le domande sono valutate attraverso una procedura a graduatoria, sulla base dei criteri previsti dal bando, con un punteggio minimo di ammissibilità pari a 60 punti su 100.
Quando scade il bando
Il termine per la presentazione delle candidature, inizialmente fissato al 30 settembre 2026, è stato prorogato al 30 novembre 2026.