Quanto può ottenere un Comune per riqualificare una scuola? Quando conviene preparare una prenotazione? Quale quota dell’investimento deve restare a carico del beneficiario?
Le novità sul Conto Termico 3.0 incidono su domande molto concrete. Per chi programma interventi di efficienza energetica, conoscere la percentuale di incentivo è soltanto il primo passo: occorre capire quali spese siano ammissibili, quando presentare la richiesta e come finanziare il progetto fino all’erogazione del contributo.
Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha sancito l’intesa sullo schema di decreto che modifica il DM 7 agosto 2025. L’atto ricostruisce anche la trasmissione di una versione aggiornata dello schema da parte del MASE il 19 ottobre. L’intesa è un passaggio dell’iter: non equivale, da sola, all’entrata in vigore delle modifiche. Le indicazioni delle bozze devono quindi essere confrontate con il decreto definitivo e con le disposizioni applicative. statoregioni.it
Piccoli Comuni: scegliere le priorità diventa ancora più importante
Tra le modifiche prospettate figura una diversa copertura degli interventi sugli edifici di proprietà dei Comuni fino a 15.000 abitanti e da essi utilizzati: 100% delle spese ammissibili per un unico intervento e 80% per quelli successivi, sempre entro i massimali previsti.
È una previsione dello schema, da verificare nel testo definitivo. Per l’ente, la conseguenza progettuale è chiara: conviene costruire una graduatoria degli investimenti basata su consumi, condizioni degli immobili e capacità di realizzazione. vee.it
Una scuola con elevati consumi, una biblioteca con impianti obsoleti e un municipio da riqualificare richiedono valutazioni differenti. Per individuare la priorità è utile confrontare:
La percentuale più alta non identifica automaticamente il progetto migliore. Conta il rapporto tra beneficio energetico, investimento effettivo e possibilità di portare a termine l’intervento.
Risorse e prenotazioni: il calendario fa parte del progetto
La bozza mantiene il limite complessivo di 900 milioni di euro e propone riserve minime di 300 milioni per ciascuna categoria, pubbliche amministrazioni e privati. Prevede inoltre soglie di saturazione a 600 milioni per categoria e 900 milioni complessivi, con successive finestre di solo accesso diretto.
Per le prenotazioni delle PA è indicato un limite del 50% delle risorse della categoria. Lo schema interviene anche sul pagamento in un’unica soluzione, introducendo un riferimento a 50.000 euro nell’accesso diretto. Questi elementi restano da confrontare con la versione definitiva. vee.it
Per chi gestisce un investimento, il tema è soprattutto organizzativo: progettazione, affidamento, lavori e domanda di incentivo devono seguire un percorso coerente.
Prima di impegnare la spesa, è opportuno predisporre un cronoprogramma che distingua:
La disponibilità di un incentivo e la disponibilità di cassa sono due grandezze da valutare separatamente nel piano economico.
Diagnosi e documentazione: le verifiche iniziano prima dei lavori
Lo schema interviene anche sulla documentazione energetica e sui requisiti di alcune tecnologie, tra cui infissi, schermature solari, illuminazione e generatori a biomassa. Le proposte coinvolgono diagnosi, attestazione delle prestazioni e caratteristiche tecniche dei prodotti. vee.it
Il suggerimento operativo è preparare un fascicolo dell’intervento fin dalla progettazione. Al suo interno dovrebbero trovare posto lo stato iniziale dell’edificio, i consumi disponibili, le caratteristiche degli impianti sostituiti, le soluzioni previste e la documentazione economica.
Questo approccio permette di verificare la coerenza tra ciò che viene progettato, acquistato, installato e successivamente dichiarato nella pratica.
Anche un prodotto efficiente deve essere valutato nel contesto corretto: edificio, utilizzo, intervento e documentazione devono risultare coerenti.
Imprese: verificare l’incentivo prima di assumere impegni
Per un’impresa, la valutazione preliminare dovrebbe partire da quattro domande:
La risposta va costruita sul singolo progetto e sulla disciplina applicabile al momento della domanda. Basare l’investimento su una percentuale letta in un titolo, senza verificare condizioni e sequenza degli adempimenti, può rendere inattendibile il piano finanziario.
Dal contributo atteso a un progetto realizzabile
Il correttivo offre l’occasione per migliorare il modo in cui si programmano gli interventi energetici.
Per un Comune significa coordinare patrimonio immobiliare, priorità dei servizi e bilancio. Per un’impresa significa collegare consumi, produttività e sostenibilità dell’investimento. Per entrambi, il punto di partenza è una valutazione tecnica ed economica documentata.
Con My Green Energy puoi essere accompagnato dalla valutazione dell’intervento alla gestione della pratica: preliminare, diagnosi e documentazione energetica, progettazione, verifica degli incentivi e assistenza nelle procedure GSE, secondo le esigenze del progetto.
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