Il 14/07/2023 è stato presentato dal Ministro Nello Musumeci e dal Capo Dipartimento Casa Italia, Cons. Luigi Ferrara il bando per la presentazione dei progetti da inserire nel “Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni”.
Il Piano è disciplinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 maggio 2022, mentre le risorse finanziarie sono definite dalla legge 6 ottobre 2017 n.158 recante “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”, che ha disposto l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni (art. 3) nello stato di previsione del Ministero dell’Interno. Il fondo, al fine di stimolare l’adozione di misure in favore dei residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli comuni è stato istituito con una dotazione di circa 132 milioni di euro per il periodo 2017-2022, oltre ai 30 milioni del 2023 non ancora impegnati, per un totale di 162 milioni di euro.
Il Piano Nazionale verrà finanziato e rifinanziato nel corso degli anni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri definirà i bandi e le procedure per la presentazione dei progetti da inserire nel Piano Nazionale; il Ministero dell’Interno provvederà alla stipula degli accordi con i Comuni e alla erogazione dei fondi.
Chi sono i beneficiari del bando
Ogni piccolo Comune può partecipare alla presentazione di un solo progetto.
La presentazione del progetto da parte di ciascun Comune può essere fatta alternativamente con le seguenti modalità:
- Singolarmente;
- in convenzione;
- o per il tramite di un’Unione di Comuni a cui lo stesso Comune appartiene.
Cosa finanzia il bando
Il Piano Nazionale per la riqualificazione dei Piccoli Comuni è finalizzato alla tutela dell'ambiente, del patrimonio culturale e del paesaggio, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché, alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all'insediamento di nuove attività produttive, nonché alla ristrutturazione dei percorsi viari di particolare valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a basso impatto ambientale.
Le parole chiave della misura sono qualità, sicurezza e contrasto allo spopolamento - in particolare vengono identificate come prioritarie:
- la qualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero e riqualificazione di immobili esistenti e di aree dismesse, nonché interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico;
- messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai servizi per la prima infanzia, alle strutture pubbliche con funzioni socio-assistenziali e alle strutture di maggiore fruizione pubblica;
- riqualificazione e accrescimento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, nonché realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili;
- acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche al fine di sostenere l'imprenditoria giovanile per l'avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti;
- acquisizione e recupero di case cantoniere per attività di promozione e valorizzazione turistica, animazione territoriale o per la protezione civile, riuso dei sedimi ferroviari dismessi per la creazione di piste ciclabili;
- recupero e riqualificazione urbana dei centri storici, anche ai fini della realizzazione di alberghi diffusi;
- recupero di beni culturali, storici, artistici e librari;
- recupero dei pascoli montani, anche al fine di favorire la produzione di carni e di formaggi di qualità;
- alla ristrutturazione dei percorsi viari di particolare valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a basso impatto ambientale (cui sono riservate risorse specifiche pari a 2 milioni €).
Quanto finanzia il bando
Possono essere presentati progetti nel limite massimo finanziabile di 700 mila euro.
Per i progetti presentati in forma associata, l’importo di 700 mila euro è moltiplicato per il numero di Comuni facenti parte della convenzione o per i quali l’Unione presenta il progetto.
Quando scade il bando
I piccoli Comuni che intendono presentare la domanda di inserimento nel Piano devono comunicare un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata (PEC) compilando il questionario dedicato entro e non oltre il 9 agosto 2023.
Completata la prima fase, il Dipartimento Casa Italia comunicherà ai Comuni e alle Unioni di comuni ammessi l’avvio della fase successiva per l’inserimento della domanda che avverrà dall’11 settembre al 3 ottobre 2023.
AGGIORNAMENTO AL 11/09/2023
A seguito della pubblicazione di nuove integrazioni relative all'avviso pubblico, il Dipartimento ha ritenuto di riaprire
fino alle ore 23:59 del 24 ottobre 2023 i termini per la comunicazione della PEC istituzionale per gli Enti che non vi hanno provveduto tra il 15 luglio e il 9 agosto:
i Comuni e le Unioni potranno comunicare il proprio indirizzo di PEC istituzionale all’indirizzo: https://bandopiccolicomuni.governo.it. Il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato fino alle ore 23:59 del 25 ottobre 2023.
AGGIORNAMENTO AL 24/10/2023
A seguito delle numerose richieste di proroga pervenute per il Bando , il Dipartimento ha disposto una ulteriore proroga per la presentazione delle domande fino alle ore 23:59 del 15 novembre 2023.