Una nuova strategia per le aree rurali e montane italiane
È prevista entro giugno 2022 la pubblicazione del bando del PNRR dedicato alle Green Communities, che destina 135 milioni di euro a 30 “comunità verdi” impegnate nella realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale. Il progetto si estende su tutto il territorio nazionale, con una riserva dell’80% per i territori montani.
Le prime 3 Green Communities sono già state individuate. Il 30 marzo 2022 la Ministra Gelmini ha infatti presentato le tre aree che avvieranno la propria Strategia con le risorse stanziate dal PNRR: i territori selezionati sono quelli della Green Community “La Montagna del latte” nell’Unione montana dell’Appennino Reggiano (Emilia-Romagna), della Green Community Terre del Monviso (Unioni montane delle valli Po e Varaita, Piemonte) e della Green Community del Parco Regionale Sirente Velino (Abruzzo).
L’avvio e la sperimentazione di queste prime tre aree porteranno alla definizione metodologica dei piani di azione, e alla stesura del testo del bando per l’individuazione (entro settembre 2022) e il finanziamento delle restanti 27 realtà, nelle quali potrà realizzarsi compiutamente la prima vera attuazione, a livello nazionale, della Strategia per le Green Communities, di cui oltre il 90% degli interventi dovrà concludersi tassativamente entro il 2026.
Cosa sono le Green Communities?
Le Green Communities sono comunità locali che promuovono il proprio sviluppo attraverso la sostenibilità energetica, ambientale e sociale, sfruttando in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono tra cui, in primo luogo, acqua, boschi e paesaggio, e avviando un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane.
Non sono una vera e propria novità: in Italia le Green Communities nascono infatti tra il 2010 e il 2012, all’interno della programmazione europea 2007-2013 durante la quale UNCEM ha avviato la sperimentazione di alcune Green Community in quattro regioni del Mezzogiorno, con progetti particolarmente focalizzati sulla sostenibilità energetica.
Tuttavia, è con l’articolo 72 della legge 221 del 2015 (collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016) che le Green Communities vengono ufficialmente riconosciute e viene promossa la predisposizione di una “Strategia Nazionale delle Green Community”. All’interno della legge vengono fissati i temi e i principali ambiti di intervento della strategia:
Anche se la legge fissa in termini più che generali questi ambiti di intervento e le finalità, delegando alle Regioni e alle Province autonome l’individuazione delle modalità, dei tempi e, soprattutto, delle risorse per l'attuazione della Strategia, ben chiari devono essere i tre presupposti generali e fondativi di questa innovazione istituzionale e organizzativa:
L’attuazione e il futuro delle Green Communities
La natura “trasversale” della Strategia per le Green Comunità impone una forte azione di coordinamento e raccordo con altri approcci strategici e modelli di sviluppo già disposti e attuati, e ora sostenuti anche dallo stesso PNRR, tra questi la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), le Comunità Energetiche, la Strategia Forestale Nazionale, le cooperative di comunità, ecc. Si tratta di strategie e modelli complementari: non a caso l’individuazione delle prime tre aree pilota per le Green Community segna un importante passo nella direzione di una certa continuità e integrazione tra le politiche, con la scelta della Montagna del Latte, avvenuta proprio in funzione dei risultati positivi emersi nella attuazione della SNAI.
Grazie al PNRR le Green Communities escono dal limbo dell’incertezza normativa e del reperimento delle risorse economiche, e trovano finalmente una possibilità di attuazione.
Fattori fondamentali per la buona riuscita della Strategia saranno: i modelli di governance che verranno messi in atto per la tenuta e lo sviluppo dei progetti, il ruolo assunto dalla comunità (cittadini, imprese, enti pubblici, università, terzo settore, ecc.), e la dimensione educativa e comunicativa delle azioni intraprese, perché l’agire comunitario, la partecipazione attiva dei residenti, si basa soprattutto sulla capacità di informare la popolazione e coinvolgerla all’interno di un processo di cambiamento e trasformazione dell’economia locale finalizzata alla valorizzazione e tutela delle risorse del territorio.
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