A partire dal 1° gennaio 2025 è entrato ufficialmente in vigore la nuova versione del Decreto Requisiti Minimi, approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’aggiornamento punta a rendere più coerente, chiaro e applicabile il metodo di calcolo nazionale della prestazione energetica degli edifici, riallineandolo agli obiettivi europei di decarbonizzazione e sostenibilità, in particolare alla nuova Direttiva EPBD.
Perché un aggiornamento?
L’evoluzione normativa si è resa necessaria per:
Cos’è il DM 26 giugno 2015 e come cambia
Il DM 26 giugno 2015, noto come Decreto Requisiti Minimi, è uno dei decreti attuativi della Legge 90/2013, a sua volta derivata dal recepimento della Direttiva 2010/31/UE. Il decreto ha introdotto un sistema organico di requisiti prestazionali per l’edilizia, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici sia negli edifici nuovi che in quelli sottoposti a ristrutturazioni significative.
Le principali finalità del decreto originario:
Le novità previste dal 2025
Il decreto aggiornato introduce importanti cambiamenti tecnici e operativi:
1. Metodo di calcolo rinnovato
2. Relazione tecnica ex Legge 10 più snella
3. Nuovo APE nazionale
Chi deve adeguarsi?
Le nuove disposizioni si applicheranno:
Per tutti gli interventi che verranno depositati dal 1° gennaio 2025, sarà obbligatorio applicare il nuovo metodo di calcolo e utilizzare la nuova modulistica.
Un passo avanti per la qualità energetica degli edifici
L’aggiornamento del DM 26 giugno 2015 rappresenta un’evoluzione necessaria e strategica: introduce maggiore trasparenza tecnica, migliora l’applicabilità operativa per i professionisti, e si allinea alle nuove sfide ambientali.
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