L'UNESCO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, svolge un ruolo di primo piano nella protezione e nella conservazione del patrimonio culturale e naturale in tutto il mondo.
Tra le sue iniziative più importanti c'è il programma dei "Patrimoni dell'Umanità", che mira a identificare, preservare e promuovere luoghi di eccezionale valore culturale o naturale.
In Italia, questo programma ha una rilevanza particolare, dato il ricco patrimonio storico e culturale del paese. Per comprendere meglio come l'Italia gestisca i siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO, è importante esaminare la normativa di riferimento. In Italia, la principale legge che regola la conservazione e la gestione di tali beni è la "Legge quadro sul patrimonio culturale" (Legge n. 1089/1939), ma è stata successivamente integrata e ampliata. L'articolo 13 di questa legge afferma che il patrimonio culturale dell'umanità, ovvero i siti UNESCO, è di interesse nazionale e gode di una protezione speciale. Inoltre, è istituito un apposito "Fondo per il patrimonio culturale dell'umanità" per finanziare interventi di conservazione e promozione.
Un altro importante strumento di normativa è il
"Codice dei beni culturali e del paesaggio" (Decreto Legislativo n.
42/2004), che stabilisce le norme generali per la protezione del patrimonio
culturale, compresi i siti del patrimonio mondiale. Questo codice definisce le
procedure per l'autorizzazione di interventi di conservazione e restauro e
stabilisce le sanzioni per le violazioni.
Il Patrimonio dell'UNESCO in Italia
L'Italia è celebre per la sua storia millenaria,
il suo straordinario patrimonio artistico e la bellezza naturale dei suoi
paesaggi. Non sorprende, quindi, che il paese vanti numerosi siti riconosciuti
dall'UNESCO come Patrimoni dell'Umanità. Il numero esatto di siti può variare
leggermente nel tempo, ma possiamo dire che a gennaio 2022, l'Italia contava
oltre 50 siti iscritti sulla Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Questi siti spaziano dalla città di Venezia con la
sua laguna, ai monumenti di Roma antica come il Colosseo e il Foro Romano, ai
siti archeologici come Pompei ed Ercolano, alle opere architettoniche
rinascimentali e barocche di Firenze e di altre città, ai paesaggi culturali
come le Cinque Terre e i vigneti del Piemonte, alle aree protette naturali come
i Monti Sibillini e i Dolomiti, e molto altro. Ogni sito rappresenta una parte
unica e preziosa della storia e della cultura italiana.
Il Patrimonio UNESCO in Veneto
Il Veneto si colloca tra le regioni d'Italia maggiormente rappresentate nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Sono 6 i beni iscritti nella lista, ovvero:
Riguardano il Veneto anche due beni del Patrimonio Culturale Immateriale riconosciuto dall’Unesco sulla base della Convenzione del 2003: un elemento intangibile rappresentativo, “L’Arte della Perla di Vetro veneziana”, e una Buona Pratica, il “Tocatì - Programma condiviso per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali”.
Il nuovo bando di Regione Veneto
Stante l’importante richiamo dei Beni UNESCO,
Regione Veneto con Delibera della Giunta Regionale 1178 del 5/10/2023, ha
approvato il nuovo bando di finanziamento per la presentazione delle
richieste di contributo per l’avvio del processo di inserimento di territori
nelle liste propositive nazionali del patrimonio Mondiale Unesco, od
all’interno dell’elenco del Programma "L'uomo e la biosfera", Man and
the Biosphere – MAB.
Il bando BENI UNESCO IN VENETO si rivolge a Enti,
Istituzioni e società pubbliche, Associazioni senza fini di lucro.
Il bando NON si applica a coloro già beneficiari del
bando del 2021.
Il bando BENI UNESCO IN VENETO finanzia
le spese volte alla predisposizione della candidatura dei beni alla lista
UNESCO. Nello specifico:
Tra le spese ammissibili a bando troviamo ad esempio
consulenze per studi e ricerche e per l’elaborazione della candidatura, spese
generali, spese di personale, …).
Il bando BENI UNESCO IN VENETO finanzia fino all’80%
della spesa e fino ad € 20.000
Il bando BENI UNESCO IN VENETO scade in
data 30 novembre 2023.
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