Dal 29 luglio 2026 è entrata in vigore la nuova Legge Regionale n. 18 sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Una riforma che punta a semplificare le procedure, accelerare gli iter autorizzativi e rafforzare la qualità della progettazione, mettendo al centro sostenibilità, digitalizzazione e tutela del territorio.
La transizione ecologica richiede progetti sempre più efficienti, sostenibili e capaci di integrare fin dalle prime fasi gli aspetti ambientali nelle scelte progettuali.
In questo contesto si inserisce la Legge Regionale Lombardia 10 luglio 2026, n. 18, che sostituisce integralmente la disciplina del 2010 sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), introducendo un modello più moderno, digitale e integrato.
L'obiettivo della riforma è chiaro: semplificare i procedimenti amministrativi senza ridurre il livello di tutela ambientale, favorendo investimenti di qualità, tempi più certi e una pianificazione maggiormente orientata allo sviluppo sostenibile.
Vediamo insieme le principali novità.
Una VIA più semplice, digitale e integrata
Con la nuova disciplina, la Valutazione di Impatto Ambientale cambia profondamente ruolo. Non rappresenta più un semplice adempimento autorizzativo da affrontare nelle fasi finali di un progetto, ma diventa uno strumento strategico di pianificazione capace di orientare le decisioni fin dall'avvio della progettazione
L'obiettivo è rendere i procedimenti più efficienti, trasparenti e coordinati, garantendo al tempo stesso un elevato livello di tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
La riforma si fonda su tre principi fondamentali.
Procedure più snelle e coordinate
Uno degli elementi più innovativi riguarda il coordinamento tra il procedimento di VIA e il procedimento autorizzativo finale.
La competenza per lo svolgimento della Valutazione di Impatto Ambientale viene infatti allineata con quella dell'autorità responsabile del rilascio del provvedimento conclusivo, evitando sovrapposizioni amministrative, duplicazioni istruttorie e passaggi non necessari.
Il risultato è un procedimento più lineare, con maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti e tempi più prevedibili per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.
Digitalizzazione completa delle procedure
La nuova normativa introduce un sistema interamente digitalizzato per la gestione delle istanze e della documentazione tecnica.
Elaborati progettuali, comunicazioni e flussi documentali saranno gestiti attraverso piattaforme digitali integrate e standardizzate, garantendo criteri uniformi su tutto il territorio regionale.
I principali vantaggi riguardano:
La digitalizzazione rappresenta quindi uno degli strumenti principali per rendere più efficiente l'intero sistema autorizzativo.
Monitoraggio durante tutto il ciclo di vita dell'opera
La nuova VIA non termina con il rilascio dell'autorizzazione.
La riforma rafforza infatti il sistema di monitoraggio successivo alla realizzazione dell'intervento, verificando nel tempo gli effetti reali delle opere sull'ambiente, sul territorio e sulla salute delle persone.
Questo approccio consente di:
La sostenibilità diventa così un processo continuo che accompagna l'intero ciclo di vita dell'opera, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione.
Un ruolo sempre più strategico per Comuni e Province
La Legge Regionale n. 18 rafforza il ruolo delle amministrazioni locali nella pianificazione territoriale e nella gestione dei procedimenti ambientali.
Per alcune tipologie di intervento, i Comuni assumono direttamente il ruolo di Autorità competente nelle procedure di verifica di assoggettabilità alla VIA e partecipano attivamente ai procedimenti per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), contribuendo all'integrazione tra valutazioni ambientali, urbanistiche, territoriali e paesaggistiche.
Le amministrazioni locali assumono inoltre un ruolo centrale nella fase di monitoraggio delle opere, collaborando con Regione Lombardia, ARPA e gli altri enti competenti per verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali e l'efficacia delle misure previste.
Questa evoluzione comporta nuove responsabilità, ma rappresenta anche un'importante opportunità per rafforzare la qualità della pianificazione territoriale.
Per affrontare questa sfida saranno sempre più determinanti:
La sostenibilità si costruisce fin dalle prime fasi del progetto
Uno dei cambiamenti più significativi introdotti dalla riforma riguarda l'approccio stesso alla progettazione.
La VIA diventa uno strumento di supporto alle decisioni, capace di fornire informazioni fondamentali già nelle fasi preliminari dello sviluppo di un'opera.
Attraverso gli Studi di Impatto Ambientale è infatti possibile valutare preventivamente gli effetti di un intervento e individuare le soluzioni più efficaci per prevenirne o ridurne gli impatti.
Tra le principali valutazioni rientrano:
Integrare queste analisi sin dalle prime fasi progettuali consente di migliorare la qualità degli interventi, ridurre il rischio di varianti, evitare ritardi autorizzativi e contenere i costi complessivi di realizzazione.
La riforma introduce quindi una nuova cultura della progettazione, nella quale la sostenibilità non rappresenta più un vincolo burocratico, ma un criterio fondamentale per orientare tutte le decisioni.
Come possiamo aiutarti
L'evoluzione normativa richiede competenze sempre più specialistiche e un approccio integrato alla progettazione.
Con il supporto di WE Project e di partner del settore affianchiamo i Comuni, le Pubbliche Amministrazioni, le imprese nella gestione dell'intero ciclo di vita dei progetti, dalla pianificazione strategica fino alla realizzazione.
Grazie all'integrazione tra competenze multidisciplinari, strumenti digitali e Intelligenza Artificiale, supportiamo l'individuazione delle opportunità di finanziamento, la gestione dei procedimenti autorizzativi e la predisposizione degli studi specialistici necessari alla Valutazione di Impatto Ambientale.
Attraverso analisi emissive, valutazioni ambientali e studi specialistici stimiamo gli impatti reali dei progetti e individuiamo le misure più efficaci per prevenirli, ridurli o compensarli.
Perché oggi progettare significa soprattutto prendere decisioni migliori, accelerare i processi autorizzativi e realizzare interventi capaci di coniugare innovazione, sviluppo sostenibile e valore per il territorio.
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